Riflessione di un artista - il Mito della Gorgone -

Ogni leggenda –nel bene e nel male – porta dentro di sé il carattere identitario di un territorio. Le sue radici affondano nella coscienza di un popolo, e ne tracciano il confine entro il quale -come un principio regolatore- è possibile muoversi e articolare ogni interpretazione o visione

Ogni azione-presente o futura, materiale o immateriale- trova nella leggenda nutrimento e spunto di riflessione.

 Il suo frutto, come estremo slancio evocativo, ne modifica l’aspetto rinverdendolo e al contempone impedisce l’oblio.

Si narrerà che in un tempo indefinito,circoscritto da un luogo, accadde una sequenza inconsueta di avvenimenti.Il racconto, tramandato e condiviso, si carica ad ogni passaggio comunicativo di un’aura mistica, fino ad assurgere a verità sostanziale, incontrovertibile.

Accade sempre per caso o per volontà che elementi di natura indistinta, sottoforma di piante, animali o cose,spinte da forze occulte, confliggano tra loro, innescando, nella lotta, aberranti ed insoliti mutamenti di forma.

La leggenda troverà nei nuovi custodi del messaggio un variopinto universo altro, interpretato ed espresso con rinnovata tavolozza di colori.

La leggenda impregna i luoghi e la vita di ognuno di noi, fino a suggerirci modelli di comportamento – personali e sociali- da mettere in atto. Suggerisce la via, ci mette in guardia, e ci ricorda chi siamo.

Sovente la narrazione scaturisce dal mito innestato come racconto, per poi essere adattato alle nuove esigenze Interpretative.

Cosicché una rappresentazione come la Gorgone, già definita nel mito come colei che dissuade e impedisce di entrare in un luogo, si voterà, una volta conquistata e assimilata, a divenire protettrice dell’invasore fagocitato.

 Ad opera del Maestro d'Arte Filadelfio Todaro.